Mutui Subprime: la Storia si Ripete

Scoppia la Bolla Immobiliare


Mutui Subprime: 2006, USA, ecco l’anno e il luogo che furono scenario dell’ennesima crisi speculativa.

Mutui Subprime

Avrai certamente sentito parlare della crisi dei “Mutui Subprime.

Sono mutui ad alto rischio, erogati a persone e famiglie poco abbienti, in cui ci sono poche garanzie di un regolare rimborso delle rate.

Nel 2003, negli Stati Uniti, cominciarono ad aumentare in modo significativo le sottoscrizioni di questo tipo di contratti.

A partire dal 2000 e, soprattutto dopo l’attacco alle torri gemelle, la politica monetaria statunitense mantenne i tassi d’interesse su valori storicamente bassi.

Il basso costo del denaro stimolò le famiglie ad acquistare abitazioni e a sottoscrivere mutui, alimentandone ovviamente i prezzi.

Le istituzioni finanziarie, avevano quindi tutto l’interesse a concedere mutui, anche perché potevano comunque recuperare il denaro prestato, in caso di insolvenza.

La Cartolarizzazione

La “cartolarizzazione”, un ottimo esempio di “ingegneria finanziaria”, ovvero  il trasferimento da parte delle banche dei mutui a soggetti terzi (le “società veicolo”) dopo averli trasformati in un titolo.

Praticamente, con questo sistema, le banche riuscivano a recuperare immediatamente buona parte del credito e si proteggevano da rischi d’insolvenza.

Come se non bastasse, con il credito che rientrava nelle loro casse le banche potevano erogare altri mutui, senza preoccuparsi eccessivamente dell’affidabilità dei clienti…

Mutui Subprime e Agenzie di Rating

E che dire delle Agenzie di Rating?Mutui Subprime

Il loro giudizio non era propriamente trasparente e imparziale e si basava su modelli di valutazione un po’ troppo ottimistici.

A partire dal 2006 scoppiò un’ennesima bolla, quella immobiliare: la Federal Reserve cominciò ad innalzare i tassi d’interesse, i mutui divennero più costosi, sempre più numerosi furono i clienti insolventi e…la domanda di immobili tutta d’un tratto crollò.

I primi soggetti a farne le spese furono gli istituti di credito, che registrarono pesanti perdite.

Il fallimento nel 2008 del colosso Lehman Brothers è emblematico da questo punto di vista: il 15 settembre di quell’anno rimarrà tristemente famoso per questo evento epocale, che scatenò una nuova fase di instabilità a livello mondiale.

Se una banca d’affari di un tale peso era fallita, come si poteva avere fiducia sull’andamento dei mercati, sull’economia generale?

Mutui Subprime: il Contagio

La tensione e l’incertezza dilagarono e contagiarono anche l’Europa.

Le conseguenze furono, ancora una volta, disastrose:

  • l’occupazione e il reddito registrarono una flessione;
  • a sempre più famiglie e imprese venne negato l’accesso al credito;
  • i mercati e i prezzi delle abitazioni crollarono con ripercussioni negative su consumi, investimenti e relazioni commerciali.

Sia negli Stati Uniti che in Europa furono adottate misure specifiche, per riuscire almeno a limitare i danni, ma i risultati non sono stati certo soddisfacenti.

In realtà, sarebbe necessaria una riforma generale alla radice, che crei nuove strutture istituzionali, sia in Europa che in Usa, più stabili, un po’ come quando si parla degli edifici antisismici.

Peccato che, troppo spesso, ci si rende conto dell’urgenza di passare all’azione quando ormai è troppo tardi, quando il peggio è accaduto.