Coronavirus: i rischi invisibili

Covid19 e Pandemic Bond


Coronavirus: rischi

Coronavirus: quali sono i rischi invisibili?

Le vittime da Coronavirus crescono a vista d’occhio e i rischi non sono solo in ambito sanitario.

Non sono un medico, perciò non mi esprimo sui rischi legati alla salute.

Mi limito a comportarmi in modo responsabile, rispettando le regole igienico sanitarie e riducendo le uscite al minimo indispensabile.

Coronavirus: Parola d’ordine Responsabilità

Faccio appello al buon senso di tutti i cittadini, italiani e non: siate responsabili, non solo per i rischi legati alla nostra salute, ma anche per i rischi economici di cui, probabilmente, non tutti sono così consapevoli.

E, non mi riferisco solo ai danni economici che sono sotto gli occhi di tutti e che, al momento, sta subendo principalmente chi lavora in proprio.

I costi per far fronte ad un’emergenza sanitaria, come quella che stiamo vivendo, sono altissimi e, in un modo o nell’altro, saremo tutti noi a farne le spese, se non cominciamo a rispettare le regole.

Emergenze sanitarie: uno sguardo oltreoceano

Noi italiani, continuiamo a lamentarci della nostra sanità, ma basterebbe guardarsi intorno per scoprire che ci sono Paesi blasonati come l’America, in cui i medici e le strutture sanitarie non sembrano essere attrezzate per affrontare una possibile emergenza.

Pensa che negli Stati Uniti d’America, dove al sistema sanitario nazionale possono accedere solo gli over 65 e i meno abbienti, i test per accertare il contagio scarseggiano, i costi sono proibitivi e non tutti si possono permettere di affrontarli.

I Paesi in via di sviluppo, per far fronte alle emergenze sanitarie, sono spesso costretti a far ricorso all’intervento della Banca Mondiale.

World Bank e Pandemic Bond

Già il nome mette i brividi…

E, se penso all’impatto che potrebbero avere sui risparmi delle famiglie, altro che brividi.

Prima di spiegarti, in parole povere, di cosa si tratta, è necessaria una premessa.

I costi da affrontare, quando scoppia un’emergenza sanitaria, possono essere molto alti e difficili da sopportare.

Lo stiamo vivendo proprio in questi giorni sulla nostra pelle, anche in Italia, dove il Governo Conte è stato costretto ad annunciare misure straordinarie, per aiutare imprese e famiglie a fronteggiare la paralisi economica, dovuta al Coronavirus.

In casi del genere, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, è spesso necessario l’intervento della Banca Mondiale, che sostiene questi Paesi a livello economico, per aiutarli a far fronte all’emergenza.

E, la stessa Banca Mondiale o World Bank, per evitare di trovarsi a gestire costi che, in particolari situazioni, possono diventare insostenibili, dopo l’Ebola, ha ideato i Pandemic Bond.

Pandemic Bond: cosa sono?

Innanzitutto, devi sapere che i Pandemic Bond sono delle obbligazioni che pagano tassi molto alti , ma come contropartita hanno dei vincoli piuttosto onerosi.

In sostanza, sono una specie di assicurazione stipulata dalla Banca Mondiale, per far fronte alle emergenze sanitarie.

Come funzionano?

La Banca Mondiale, ogni anno, paga interessi molto alti sui Pandemic Bond, ma in caso di pandemie, chi ha investito in queste obbligazioni rischia di perdere tutto.

Se si verificassero le condizioni previste, infatti, i soldi verrebbero versati interamente nel fondo per gestire le pandemie.

Pandemic Bond: 320 milioni di dollari in scadenza

Ne hanno già parlato fonti autorevoli, come Il Sole 24 Ore e Altroconsumo: nel 2017 la Banca Mondiale ha emesso 2 bond, per un totale di 320 milioni di dollari, che scadranno il 15 luglio 2020.

Il bond contraddistinto dal codice Isin XS1641101172, è legato alle pandemie di influenza e coronavirus, mentre quello contraddistinto dall’Isin XS1641101503, è legato anche ad altri tipi di epidemie.

Il Coronavirus, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è ufficialmente, una pandemia e per gli investitori che hanno sottoscritto i titoli (banche e gestori), si prospetta, quindi, la perdita di una parte o di tutto il capitale investito.

24 marzo 2020: una data importante

Le condizioni che fanno scattare il taglio al rimborso del bond sono talmente complicate che serve un’apposita società per certificarle.

La società prescelta è l’americana Air Worldwide Corporation.

La scadenza naturale dei bond è il 15 luglio 2020, ma il 24 marzo 2020, è una data molto importante. 

L’unica certezza, al momento, è che il 24 marzo 2020, infatti, scadrà il termine delle 12 settimane dall’inizio dell’epidemia.

A quel punto si potrà valutare se anche tutti gli altri criteri siano stati raggiunti.

Cosa rischiano le banche?

Una delle clausole che comporta la perdita dell’investimento è quella di dichiarazione di pandemia da parte dell’OSM.

Con l’attuale contagio da Coronavirus, si è raggiunta la definizione di Pandemia e le banche rischiano di perdere tutto o parte del capitale investito.

Si stimano perdite per decine di milioni di dollari.

Pandemic Bond: impatto sui risparmiatori

Il rischio è che, come sempre, siano i piccoli risparmiatori a farne le spese.

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