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Bail-in: quanto è solida la tua banca? Scopri come difendere il Tuo Patrimonio.

Bail in

Il bail-in è legge e non solo sulla carta. In Italia il primo caso concreto: ti dice niente il nome “Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio”?

Tecnicamente il bail-in sarebbe dovuto entrare in vigore dal 2016, ma Banca d’Italia ha dichiarato che, in casi estremi, sarebbe stato possibile anticipare la data e, strano a dirsi, il caso estremo si è verificato!

Non so dirti con certezza se questo sarà un episodio isolato o il primo di una lunga serie, sta di fatto che le premesse non sono proprio rassicuranti.

Questa storia dovrebbe rappresentare un monito per tutti i risparmiatori: è successo una volta, può succedere ancora, soprattutto se pensiamo che le banche italiane hanno accumulato sofferenze ed incagli per 330 miliardi di euro.

E, dopo aver accumulato sofferenze da record, si accingono a far pagare ai risparmiatori le loro speculazioni azzardate.

Con il bail-in è stata, infatti, introdotta la compartecipazione in caso di dissesto da parte di correntisti e investitori per pagare parte del debito e quindi evitare il fallimento.

Le nuove regole non consentiranno, d’ora in poi, il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori.

In pratica il bail-in prevede che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostenga più degli altri eventuali perdite o la conversione in azioni, perciò, anche se non lo hai mai fatto prima, d’ora in poi presta molta attenzione agli investimenti che ti vengono proposti.

E non solo, dovrai anche esaminare lo “stato di salute” della banca in cui hai scelto di depositare i tuoi risparmi: infatti solo i primi 100mila euro sono protetti dal fondo di garanzia dei depositi. Sugli importi eccedenti, in caso di dissesto dell’istituto di credito, c’è il rischio di dover contribuire al salvataggio della banca con una percentuale che può arrivare fino all’8%.

Diventa perciò fondamentale informarsi sulla solidità di un istituto prima di procedere all’apertura del conto corrente. Ora come non mai “una banca non vale l’altra”.

Lo so, stai pensando che tutto ciò sarà sicuramente molto complesso, non ti dico che sia una cosa facile, ma esistono degli indicatori della situazione di massima che ti possono far capire se restare o darsela a gambe levate.

Innanzitutto devi sapere che i tuoi soldi sono al sicuro se una banca è adeguatamente patrimonializzata.

Un indicatore importante da tenere in considerazione è il Common Equity Tier 1 o Cet1, la misura del capitale primario rapportato agli impieghi a rischio dell’istituto.

Per le grandi banche dev’essere al di sopra del 10%

Più questo indicatore è elevato, più dovrebbe essere solido l’istituto.

Sotto l’8% è assolutamente a rischio!

E la tua banca come se la passa?

Per renderti più agevole l’analisi riporto i dati pubblicati da “Il Fatto Quotidiano”:

ISTITUTO BANCARIO CET1 (%)
Banca Popolare di Vicenza 6,80
Veneto Banca 7,12
Banca Popolare di Sondrio 10,14
Unicredit Banca 10,53
Gruppo Banco Desio 10,60
Mediobanca 11,00
Banca Sella 11,13
Banca Popolare di Milano 11,35
Credito Valtellinese 11,40
Banca Popolare dell’Emilia Romagna 11,50
Deutsche Bank 11,50
Monte Dei Paschi di Siena 11,70
Credem 11,77
Banca Carige 12,20
Gruppo Bancario Banco Popolare 12,30
Che Banca! 12,45
Ubi Banca Popolare Commercio e Industria 12,90
Intesa San Paolo 12,40
Banca Generali 13,40
Banca Ifigest 14,625
Gruppo Banca Ifis 15,34
Unipol 17,60
Banca Mediolanum 18,50
Fineco 20,79

La tua banca non passa il test o più semplicemente hai paura che i tuoi investimenti siano troppo rischiosi?

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Bail-in: da ieri (1 gennaio) in vigore

Bail in soldi in fumo

Bail in soldi in fumo

Ciao sono Carmen,

titolare di CDE Consulting, come avrai sentito in Tv dal primo gennaio 2016 è entrato in vigore il bail-in e questo ci obbligherà a diventare tutti un po’ “dottori” per poter esaminare lo “stato di salute” della banca in cui abbiamo scelto di depositare i nostri risparmi.

Questo non solo se abbiamo della liquidità sul conto corrente, ma anche e soprattutto se decidiamo di sottoscrivere degli investimenti.

Infatti, se fino a qualche anno fa, scegliere una banca piuttosto che un’altra faceva poca differenza, oggi i fatti di cronaca ci stanno dicendo che non è più così.

Il nome “Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio” ti dice qualcosa?

Forse non hai seguito le recenti vicende da cui è stata interessata, ma le hanno sicuramente seguite le migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi.

Eh già, con l’approvazione del cosiddetto “bail-in” cambiano le regole e non si può più pensare di affidare i risparmi di una vita alla banca “sotto casa” perché il direttore è un tuo amico: l’attenzione deve essere focalizzata su ben altri elementi.

Quante volte ho sentito questa frase e quante altre, spiegando come funzionano le cose in banca, mi sono sentita dire “la mia banca è differente”, si forse nel nome, ma le politiche sono le stesse per tutte le banche e te lo dico con la consapevolezza di chi in banca ci ha passato quattordici anni e di chi si confronta quotidianamente con altri professionisti e dipendenti bancari.

Ma torniamo al Bail in: se hai una liquidità sul conto corrente superiore a 100mila euro sappi che solo i primi 100mila sono protetti dal fondo di garanzia dei depositi. Sugli importi eccedenti, in caso di dissesto dell’istituto di credito, c’è il rischio di dover contribuire al salvataggio della banca.

In primis saranno chiamati a partecipare al salvataggio gli azionisti della banca, poi i detentori di obbligazioni subordinate, proprio come quelle che sono state vendute ai risparmiatori della banca di cui ti ho parlato precedentemente.

Diventa perciò fondamentale informarsi sulla solidità di un istituto prima di procedere all’apertura del conto corrente e capire bene a quali rischi sono soggetti gli investimenti che ci vengono proposti.

Ora come non mai “una banca non vale l’altra”.

E nemmeno un investimento vale l’altro, perciò prima che sia troppo tardi voglio svelarti da cosa stare alla larga!

In regalo per te…

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Bail-in: cambiano le regole

Bail-in: cambiano le regole.

Bail-in: cambiano le regole.

L’estate è finita, gli amici se ne vanno e, se non stai attento a dove li depositi, anche i tuoi soldi rischiano di prendere il largo…

A partire da gennaio 2016 entrerà in vigore il bail-in e dovremo diventare tutti un po’ “dottori” per esaminare lo “stato di salute” della banca in cui abbiamo scelto di depositare i nostri risparmi.

Non è un segreto che in Italia le banche hanno sempre fatto cartello: guarda caso all’aumento dei tassi e delle spese di una banca seguono tutte le altre.

Pertanto, fino a qualche anno fa, scegliere una banca piuttosto che un’altra faceva poca differenza. Ad eccezione delle banche on-line che hanno sempre avuto costi più competitivi, anche per via delle strutture molto più leggere, tra una banca tradizionale ed un’altra le condizioni economiche non si discostavano più di tanto.

E allora le molle che ci spingevano a scegliere una banca piuttosto che un‘altra erano la vicinanza dell’agenzia, il fatto di trovare parcheggio a qualsiasi ora, la simpatia del personale addetto all’apertura dei conti, il clima che si respirava in agenzia e la capacità del personale di entrare in empatia con il cliente.

Con l’approvazione del cosiddetto “bail-in” cambiano le regole e non si può più pensare di affidare i risparmi di una vita alla banca “sotto casa”: l’attenzione deve essere focalizzata su ben altri elementi.

Se hai una liquidità sul conto corrente superiore a 100mila euro sappi che solo i primi 100mila sono protetti dal fondo di garanzia dei depositi. Sugli importi eccedenti, in caso di dissesto dell’istituto di credito, c’è il rischio di dover contribuire al salvataggio della banca.

In primis saranno chiamati a partecipare al salvataggio gli azionisti della banca, poi i detentori di titoli di debito subordinati, in seguito gli altri obbligazionisti, poi sarà la volta dei creditori chirografari e, infine, delle persone fisiche e delle piccole medie imprese titolari di depositi per un importo superiore ai 100mila euro. Solo successivamente entrerà in gioco il fondo di garanzia dei depositi che contribuirà al bail in al posto dei depositanti protetti.

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Bail-in: prelievo forzoso in Italia come a Cipro?

Bail-in: in Italia come a Cipro?

Bail-in: in Italia come a Cipro?

“Modello Cipro” non è il nome di un abito di una sfilata ma quello di un meccanismo “comodo” che sta diventando la regola e che prende il nome di bail-in.

Cosa c’è di più “comodo”, infatti, che utilizzare i conti correnti dei risparmiatori come un bancomat ad uso e consumo dei burocrati? Perché perdere tempo ad inventare nuove tasse, a tagliare costi inutili e superflui per coprire le perdite delle banche quando, in un attimo, si possono mettere direttamente le mani nelle tasche dei cittadini?

L’accordo europeo sul bail-in è stato firmato nel giugno del 2013 dopo il salvataggio di Cipro.

Quello di Cipro è stato un salvataggio choc: il prelievo forzoso imposto è stato pari al 9,90% sui depositi superiori a 100mila euro e al 6,75% per i depositi inferiori.

In soldoni significa che, con 200mila euro di saldo del conto, il contributo di ogni singolo correntista è stato pari a 16.650 euro: in effetti non sono proprio bruscolini.

Marzo 2013: l’immagine della corsa dei correntisti al bancomat è ancora impressa nelle nostre menti e non è facile da dimenticare…

Le banche furono chiuse per la paura di una fuga di capitali.

E subito i media si misero all’opera. Ci fu un’immediata e, allo stesso tempo, preoccupante propaganda per tranquillizzare i correntisti degli altri stati periferici: Cipro sarebbe stato un caso isolato senza alcun rischio di contagio. Certamente! Ma qualcuno si chiedeva se sarebbe potuto toccare anche a noi.

Col senno di poi ci si rende conto che la domanda corretta in realtà sarebbe stata: tra quanto tempo toccherà a noi?

Le banche italiane, che hanno accumulato sofferenze da record ed incagli per oltre 300 miliardi di euro, si preparano a far pagare i propri debiti e gli affidamenti elargiti con generosità agli amici e agli amici degli amici, agli ignari correntisti, replicando il “Modello Cipro”.

Ormai è certo, a breve i risparmiatori italiani diventeranno tutti soci delle banche ma, come di consueto, con delle regole contrattuali un po’ anomale: tutti parteciperanno alle perdite ma dei profitti godranno solo le banche!

E tu vuoi essere socio di eventuali perdite o salvaguardare il tuo patrimonio dal bail-in?

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Bail-in: dal 2016 via libera al prelievo forzoso!

Il prelievo forzoso sui conti correnti in caso di fallimento delle banche è stato approvato.

Continuo a domandarmi come mai certe notizie passino sempre inosservate…

Ok, gli italiani non sono certo conosciuti per la loro cultura finanziaria, ma dare più risalto a certe notizie sarebbe doveroso.

Forse andrebbe un po’ aggiustata la mira: invece di preoccuparsi di chi si è rifatto e di chi no, dei flirt degli artisti, delle cause milionarie, sarebbe bene che i media cominciassero a diffondere un minimo di cultura finanziaria per far sì che le persone diventino consapevoli di quello che sta accadendo e di quali sono i rischi ai quali vanno incontro investendo nel “Bel Paese”.

Mi sono confrontata con diversi imprenditori e privati con patrimoni non indifferenti sul tema del “bail-in”: ne avessi trovato uno che sapeva di cosa stavo parlando!

Bail-in dal 2016 via libera al prelievo forzoso

Bail-in dal 2016 via libera al prelievo forzoso

Eppure gennaio 2016 non è una data così lontana…

Capisco che il Grande Fratello sia un programma molto più interessante, con diversi colpi di scena, e che quando comincia il campionato non ce n’è più per nessuno, ma ogni tanto interessarsi a quel che succede nel nostro Paese non farebbe poi tanto male.

Se gli italiani utilizzassero tutto il tempo che passano su Facebook a farsi i fatti altrui per leggere le notizie e condividerle, sarebbe un bel passo in avanti, ma siamo ancora lontani da questa prospettiva.

So che stai lavorando per scoprire qual è il modo migliore per “curiosare” sul profilo di qualcuno, che sei intento ad ammirare le veline e che a breve la tua attenzione sarà focalizzata interamente sul calciomercato, perciò, prima che inizi il campionato (non è un caso che stia pubblicando ora questo articolo), ti “rubo” solo qualche minuto per informarti che da gennaio 2016 entrerà in vigore la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie: delle perdite dovranno farsene carico azionisti, obbligazionisti e correntisti.

D’ora in poi non sarà consentito il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori.

Cosa vuol dire in parole povere?

Che i tuoi risparmi non sono più al sicuro in caso di dissesto!

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