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“Non mettere tutte le uova nello stesso paniere” (H. Markowitz)

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Parola d’ordine: diversificare!

Il concetto di asset allocation è stato formulato da uno studioso statunitense, Harry Markowitz, che l’ha sintetizzato perfettamente in un noto aforisma: “Non mettere tutte le uova nello stesso paniere”.

L’ economista statunitense, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 1990, mette in guardia da uno degli errori più comuni degli investitori, quello di concentrare gli investimenti su un ristretto numero di titoli.

Secondo Markowitz una corretta asset allocation, vale a dire la ripartizione degli investimenti tra diverse tipologie di titoli, contribuisce a massimizzare il profitto diminuendo nel contempo i rischi.

Per capirci meglio facciamo un esempio banale: immaginiamo un vero e proprio scenario di guerra in cui i capi di due nazioni elaborano proprie strategie di attacco. Uno di loro decide di concentrare tutte le forze verso un unico obiettivo pensando così di dare il colpo di grazia al nemico; l’avversario, di contro, è del parere di ripartire le forze disponibili su più fronti in modo tale da compensare con una parte di esercito le eventuali perdite subite dall’altra. Anche se non sei un esperto di strategia militare, potresti intuire chi dei due potrebbe avere più probabilità di successo…il secondo naturalmente perché, in stato di guerra, il nemico potrebbe colpire ovunque.

Il mondo degli investimenti non è tanto diverso, è un vero e proprio campo minato che nasconde diverse insidie che minacciano continuamente gli incauti investitori che, se mal consigliati, rischiano di farsi molto male.

È chiaro che la diversificazione negli investimenti è una buona strategia che, se non dà la garanzia di un sicuro successo, almeno aiuta a limitare i rischi e a tamponare le perdite: non abbiamo la sfera di cristallo, non possiamo sapere come andranno i nostri investimenti ma se li frazioniamo ripartiamo il rischio.

Il 2008 è ormai lontano ma se lo ricorderanno sempre i non pochi obbligazionisti che persero gran parte dei propri risparmi in occasione del fallimento del colosso americano Lehman Brothers.

Chi avrebbe pensato che una banca di quelle dimensioni sarebbe mai fallita?

Di fatto è successo, in barba a tutte le previsioni.

E come dimenticare le vicende di Alitalia, Cirio, Parmalat e Argentina?

Furono tutte occasioni in cui incauti investitori persero gran parte del loro patrimonio per aver confidato nella solidità di ciò che solido non era affatto, investendo un’ampia percentuale dei loro risparmi su un unico emittente. Niente di più sbagliato!

Ricordati sempre che non esiste l’investimento perfetto: ogni investimento possiede pregi e difetti.

Partendo da questo presupposto, nessuno strumento finanziario si presta ad essere l’unico su cui investire i propri risparmi.

La parola d’ordine è dunque: diversificare.

Il che significa investire su un ventaglio piuttosto ampio di strumenti finanziari in modo da frammentare il rischio e dare stabilità al portafoglio.

Il grado di diversificazione non dipende dal numero di investimenti presenti in portafoglio, ma dal fatto che gli strumenti finanziari non siano correlati tra loro.

Intendo dire che la diversificazione deve essere sì per emittente, ma anche per settore, valuta di riferimento, asset class, ecc…

Se compro Saipem e Tenaris, non ho diversificato!

Per diversificazione non s’intende solo ripartire il patrimonio tra azioni, obbligazioni e altre tipologie d’investimento, ma anche per settore, valuta, Paese: nemmeno se investi solo in obbligazioni e titoli di Stato italiani  hai propriamente diversificato.

Un altro fattore da tenere presente è l’orizzonte temporale: è bene ripartire, secondo le proprie esigenze, investimenti a breve e a lungo termine. La componente emozionale è un elemento fondamentale nelle strategie d’investimento e può essere causa di scelte sbagliate quando ansia e frustrazione ci tolgono l’obiettività. Diversificare a livello temporale può decisamente aiutarci a limitare questi influssi negativi.

Apparentemente Warren Buffett potrebbe non sembrare d’accordo con il concetto di diversificazione quando dice: “Un’ampia diversificazione serve solo agli investitori che non hanno idea di ciò che stanno facendo”. L’oracolo di Omaha, il guru della finanza sembrerebbe dirci il contrario di quello che è stato sostenuto fino ad ora, ovvero di non diversificare.

In realtà non è proprio così, vuole semplicemente sottolineare che la strategia di diversificazione va studiata bene, vanno considerati soprattutto settori conosciuti e aziende che hanno avuto ottimi risultati: in poche parole investire in titoli di poche aziende solide e selezionate sembrerebbe proprio essere la scelta vincente.